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Ecco l’infografica di Akamai sugli attacchi più dannosi dell’ultimo trimestre

Si registra un aumento del 138 % su base annuale degli attacchi DDoS mentre gli attacchi alle applicazioni web sono diminuiti del 18 %

Akamai nel suo ultimo Rapporto sulla Sicurezza Q3 2016 segnala un aumento del 138 % su base annuale degli attacchi DDoS totali che superano i 100 Gbps con due attacchi DDoS record causati dalla botnet Mirai
Mentre gli attacchi alle applicazioni web sono diminuiti del 18 % su base annuale; il 20 % di tutti gli attacchi alle applicazioni web nel terzo trimestre ha avuto origine negli Stati Uniti.

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Il rapporto, utilizzando i dati raccolti dalla Akamai Intelligent Platform, offre un’analisi dell’attuale panorama delle minacce e della sicurezza sul cloud e comprende gli approfondimenti su due attacchi DDoS record causati dalla botnet Mirai.

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Attacchi DDoS

I due attacchi DDoS più estesi in questo trimestre, che sfruttavano entrambi la botnet Mirai, sono stati i più grandi mai osservati da Akamai (registrati a 623 Gbps e 555 Gbps).

  1. Rispetto al terzo trimestre del 2015, gli attacchi DDoS totali sono aumentati del 71 % nel terzo trimestre del 2016.
  2. Durante il terzo trimestre, Akamai ha mitigato un totale di 4.556 attacchi DDoS, registrando un calo dell’ 8% rispetto al secondo trimestre.
  3. Si sono verificati 19 mega attacchi mitigati nel terzo trimestre che hanno superato i 100 Gbps, raggiungendo il picco del primo trimestre del 2016.
  4. Il terzo trimestre del 2016 ha mostrato che gli attacchi NTP Reflection stanno diventando apparentemente un’opzione meno fattibile per gli autori degli attacchi. Le dimensioni medie di un attacco che fa affidamento solo sulla riflessione NTP sono di circa 700 Mbps, un calo significativo rispetto alla media di giugno 2014 di oltre 40 Gbps.

Attacchi alle applicazioni web

Il terzo trimestre del 2016 ha visto una diminuzione del 18 % degli attacchi totali alle applicazioni web rispetto al terzo trimestre del 2015.

Nel terzo trimestre del 2016, gli attacchi alle applicazioni web con origine negli Stati Uniti sono diminuiti del 67 % rispetto al terzo trimestre dell’anno precedente.

Il Brasile, principale paese di origine di tutti gli attacchi alle applicazioni web del secondo trimestre del 2016, ha visto un calo degli attacchi del 79 % in questo trimestre. Gli Stati Uniti (20 percento) e i Paesi Bassi (18 percento) sono stati i paesi con il maggior numero di attacchi alle applicazioni web.

Le metriche degli attacchi alle applicazioni web analizzate in occasione di eventi sportivi importanti suggeriscono che gli utenti malintenzionati possono prendersi il tempo necessario per guardare le loro squadre preferite. Ad esempio, il giorno in cui la Francia ha giocato contro il Portogallo nei campionati europei di calcio, è stato registrato un calo del 95 % degli attacchi con origine in Portogallo (20 attacchi), rispetto allo stesso giorno del mese successivo (392 attacchi). Lo stesso giorno in Francia sono stati registrati 50.597 attacchi, rispetto ai 158.003 del mese successivo (una differenza del 68 %).

Analisi dei vettori di attacco

  1. Gli attacchi UDP Fragment e DNS Reflection sono stati due dei vettori più comuni nel terzo trimestre, rappresentando il 44 % di tutti i vettori (un aumento del 4,5 % rispetto al secondo trimestre).
  2. Gli attacchi a livello di applicazioni hanno costituito solo l’1,66 % di tutti gli attacchi DDoS, probabilmente per via del livello di competenze tecniche necessarie per eseguirli. Gli attacchi a livello di infrastruttura sono molto più semplici da lanciare con strumenti ad azionamento diretto.

Il parere dell’esperto

“Ogni due anni il settore affronta quelli che potrebbero essere considerati “attacchi di avvertimento”, dove le dimensioni e la portata di un evento di sicurezza sono nettamente diverse rispetto al passato. Credo che il settore abbia affrontato l’ultimo “avvertimento” con la botnet Mirai”, ha spiegato Martin McKeay, Senior Security Advocate e Senior Editor, Rapporto sullo stato di Internet / Security. “La botnet Mirai ha concretizzato anche la paura del settore di un eventuale utilizzo di IoT (Internet of Things) e di altri dispositivi connessi a Internet sia per gli attacchi DDoS che alle applicazioni web, mettendo in risalto l’esigenza per i produttori di dispositivi di prestare molta attenzione alla sicurezza”.

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