hacking

Defacement, dal 2001 in Italia colpiti 12mila siti web di partiti e regioni

La mappa dell’Istituto Demoskopika: 55,5% ha una matrice politica

Dal 2001 ad oggi, a seguito di attacchi informatici, sono state violate home page o pagine interne di quasi 12mila siti italiani di ‘interesse regionale’ con in testa Toscana, Sicilia, Lombardia ed Emilia Romagna.

defacement
È quanto emerge dalla Nota scientifica dell’Istituto Demoskopika ‘La mappa dell’hacking in Italia’.
Di 11.555 siti di “interesse regionale” violati negli ultimi 15 anni conteggiati dall’Istituto Demoskopika, con 1.357 siti violati, sarebbe “la Toscana la meta preferita dagli hacker per i loro attacchi informatici, immediatamente seguita dalla Sicilia e dalla Lombardia rispettivamente con 993 e con 882 siti “visitati” dai defacer. A seguire l’Emilia Romagna (781 siti), il Lazio (692 siti), la Sardegna (686 siti), il Veneto (670 siti), la Campania (663 siti), la Puglia (655 siti) e l’Umbria (645 siti). E, ancora, il Friuli Venezia Giulia (588 siti), la Calabria (490 siti), il Piemonte (484 siti), l’Abruzzo (434 siti), la Liguria (369 siti), il Trentino Alto Adige (360 siti) e le Marche (26 i siti). In coda si posizionano la Basilicata (198 siti), il Molise (176 siti) e la Valle d’Aosta (170 siti)”.

Leggi anche: “Perché si chiamano hacker, cosa fanno, e l’identikit degli 11 tipi che conosciamo

Toscana, la regione più colpita

Spostando l’attenzione sui portali istituzionali, lo studio di Demoskopika individua ben 1.185 siti presi di mira dai defacer. Toscana “sempre in vetta con 288 siti istituzionali o rilevanti hackerati pari al 24,3% del dato complessivo. A seguire Emilia Romagna (108 siti), Lombardia (106 siti), Campania (105 siti), Veneto (99 siti), Lazio (95 siti), Puglia (72 siti), Friuli Venezia Giulia (43 siti), Umbria (41 siti), Piemonte e Liguria (37 siti), Sicilia (32 siti) e Calabria (30 siti). In coda si collocano Abruzzo (28 siti), Marche (16 siti), Sardegna (15 siti), Valle d’Aosta (10 siti), Molise (9 siti), Trentino Alto Adige e Basilicata (7 siti)”.

Sarebbero invece 205 gli attacchi informatici rilevati dall’istituto dal 2001 ad oggi a danno dei siti dei partiti e delle organizzazioni politiche italiane presenti sull’intero territorio nazionale. A subire il maggior numero di violazioni, riporta lo studio “la Lega Nord con 58 hackeraggi pari al 28,3% del dato complessivo che stacca di poco il Movimento 5 Stelle con 55 attacchi (26,8%) e Forza Italia con 51 attacchi (24,9%). Meno attenzionato dagli hacker il Partito Democratico che, nell’arco temporale considerato, si è visto le home page di 32 siti locali ospitare improvvisamente messaggi “non autorizzati” (15,6%). A chiudere questa classifica, Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale con 8 casi osservati (3,9%) e il Nuovo Centro Destra (0,5%) con un hackeraggio monitorato”.

Su 1.250 hackeraggi analizzati da Demoskopika, avvenuti negli ultimi 18 mesi (da luglio 2015 ad oggi), oltre la metà, il 55,5% avrebbe una matrice politica.

Leggi anche: “Infowar, netwar e cyberwar non sono la stessa cosa, ecco perchè gli hacktivisti non sono terroristi

La politica come obiettivo degli attacchi

“Ben 694 violazioni”, si legge, “firmate da hacker che nella maggior parte dei casi si professano mussulmani, avrebbero avuto l’obiettivo prioritario di produrre rivendicazioni politiche, di manifestare una forte identità patriottica e, nei casi più estremi, anche di minacciare ritorsioni verso i Paesi occidentali.

Una motivazione, altrettanto significativa, è legata al desiderio dell’hacker di dimostrare la vulnerabilità del sito e rivendicare l’accessibilità per tutti delle informazioni: 347 violazioni rilevate pari al 27,8% del dato complessivo.

Infine, dimostrare la propria abilità e di essere il miglior defacer”, ha caratterizzato, secondo l’analisi dei ricercatori di Demoskopika, “i rimanenti  209 casi pari al 16,7%”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Banca etica stanzia 90K per progetti di promozione culturale (per il crowdfunding)

Fino al 26 maggio è possibile partecipare alla selezione di 15 progetti da inserire sulla piattaforma di Produzioni dal Basso. Il bando è aperto a proposte di produzioni culturali che promuovono la sostenibilità sociale, ambientale o nuove forme di cittadinanza attiva

Ocean Cleanup ripulirà il Pacifico dalla plastica a partire dal 2018

La startup di Boyan Slat ha implementato una barriera galleggiane in grado di concentrare tutto l’inquinamento plastico e permetterne il recupero. Il sistema sarà impiegato nel Great Pacific Garbage Patch, uno dei più consistenti accumuli di immondizia marina al mondo

Impact Hub Milano cerca 5 startup a impatto sociale. IHM Acceleration

Fino al 25 giugno l’incubatore milanese concentrato sull’impact investing seleziona i cinque migliori progetti d’impresa nel campo dell’impatto sociale e ambientale e beneficiare di risorse in denaro e servizi in cambio di equity