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Tablet e pc in aereo, l’Italia non cambia le regole antiterrorismo, si possono portare nel bagaglio a mano

Le batterie-bomba che possono essere posizionare in tablet e pc rappresentano un rischio, ma l’Enac ha deciso che le misure di prevenzione del nostro paese sono sufficienti

Il Comitato interministeriale per la sicurezza dei trasporti aerei e degli aeroporti (Cisa), presieduto dall’Enac ha deciso di non modificare le regole per il trasporto di tablet e pc come hanno già fatto Usa e Regno Unito. L’obbligo di imbarcare in stiva computer e tablet sui voli da alcuni paesi arabi non vale per il nostro paese perché le misure di sicurezza già in vigore per il trasporto aereo, sono considerate sufficienti.

È una buona notizia per i viaggiatori che sono abituati a lavorare durante i trasferimenti aerei per preparare un meeting, ritoccare una relazione e smaltire le email arretrate.

La paura dei computer stavolta non riguarda i DDoS o il pishing

L’interrogativo però resta. Ci eravamo abituati a pensare che la sicurezza informatica riguardasse spam, phishing, ransomware e attacchi DDoS e adesso ci ritroviamo ad avere paura di computer portati in viaggio su un aereo. Perché queste restrizioni? Il motivo è uno solo: per prevenire attentati terroristici come quello del 2 Febbraio 2016,  quando è esplosa una bomba nascosta dentro un computer a bordo di un aereo partito da Mogadiscio che provocò un buco nella carlinga, la morte dell’attentatore e due feriti a bordo. Se fosse scoppiato dopo aver raggiunto l’altezza di crociera del volto, avrebbe potuto innescare una seconda detonazione, facendo esplodere il serbatoio del carburante con danni incalcolabili in vite umane.

Insomma l’attento che usi computer e tablet non è un’ipotesi remota soprattutto perché si è scoperto che terroristi islamici sono riusciti a sviluppare una batteria-bomba che si può inserire nei computer e in altri dispositivi elettronici. Una bomba abbastanza potente da abbattere un aereo ma da innescare manualmente. Ecco perché il bando agli oggetti elettronici in cabina, ma non nella stiva.

Perché il tablet va in stiva e lo smartphone va in cabina?

Ci si potrebbe chidere perché si può portare lo smartphone in cabina e non si può portare il tablet che va spedito col bagaglio? Secondo Bennet Waters, esperto di anti-terrorismo al Chertoff Group per il dipartimento americano di Sicurezza Nazionale citato dall’AGI “Questo è un mondo nel quale le dimensioni contano. Più grandi sono i dispositivi, più cose possono esserci nascoste dentro”, ha sottolineato l’esperto. Insomma per i telefonini vale la stessa regola per liquidi in cabina, se sono piccoli si possono portare.

Ma ci sono anche altri motivi: le borse che finiscono nella stiva vengono vagliate in modo differente, con tecnologie più avanzate ed è più difficile far detonare una bomba nella stiva perché richiede un timer o un innesco legato alla pressione atmosferica.

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