Sicurezza

Il futuro della blockchain? Garantire la tracciabilità, l’originalità dei prodotti e la certificazione

All’evento organizzato da GiGroup a Milano, l’iniziativa più intrigante sembra essere stata quella presentata da NTT DATA: la convergenza dello standard di tracciabilità GS1 denominato EPCIS con la tecnologia Blockchain

Tecnologia Blockchain e GS1 uniti insieme per identificare e validare in maniera univoca qualsiasi oggetto o transazione che avviene tra gli attori di una Supply Chain. È questa la novità più intrigante che emerge dall’incontro organizzato presso la sede del GiGroup di Milano, e a raccontarla, davanti a numerosi professionisti del settore, sono Mauro Giorgi, Senior Vice President di NTT DATA ITALIA, e Pierluigi Montanari,Product Manager di NTT DATA ITALIA ed esperto di standard GS1. L’obiettivo è quello di segnare una svolta epocale: il passaggio dalla internet of things alla internet of values, dove a spostarsi nel mondo lungo la rete non saranno più solo i contenuti ma anche i valori intesi come “certificazione degli eventi” accaduti nel contesto delle Supply Chain.


Dalla transizione bancaria agli eventi in filiera

Se fin dalla sua creazione, opera del fantomatico Satoshi Nakamoto – l’imprenditore australiano Craig Steven Wright? Forse, nessuno lo sa con certezza – nel 2008, la criptovaluta del web ha sollevato delle perplessità per la totale assenza di intermediazioni bancarie e quindi la possibilità di acquistare servizi o merci illegali, la blockchain è stata accolta fin da subito con grande entusiasmo. Il database distribuito su tecnologia peer-to-peer funziona, infatti, come un libro contabile che registra le transazioni in bitcoin garantendo un elevato servizio di sicurezza nel passaggio dei crediti e, soprattutto, la non ripudiabilità dell’accordo.

GS1 è l’associazione internazionale di standard di identificazione – il più conosciuto è il codice a barre – usati in Italia e in oltre 150 paesi al mondo, che permettono lo scambio di informazioni tra industria e distribuzione con chiarezza, semplicità e senza errori: in particolare, l’EPCIS (Electronic Product Code Information Services) è lo standard GS1 per fare tracciabilità in tempo reale. Ogni giorno, ad esempio, si verificano circa 6 miliardi di transazioni che richiedono la lettura di un codice a barre. Mentre nel mondo sono oltre un milione le imprese associate al GS1, di cui ben 35mila in Italia.

Il progetto di NTT DATA ITALIA è focalizzato sull’unire le potenzialità della blockchain nella validazione di una transazione con la trasparenza che lo standard EPCIS offre nello scambio di informazioni, e di conseguenza transazioni, lungo la filiera.

Il mondo tracciabile

Durante il convegno sono stati portati degli esempi pratici di utilizzo in vari settori come Farmaceutico, Food e Industria del Tabacco a riprova della trasversalità di tale standard.

“Entro il 2023 la Fda americana richiede che le aziende farmaceutiche siano in grado di identificare e tracciare in maniera univoca i propri prodotti sino ad arrivare, ad esempio, alla singola confezione di farmaci, la Who (World Health Organization) applica lo stesso sistema per combattere le importazioni illecite di tabacco ed il gruppo Metro ha da tempo abilitato tutta la filiera per la tracciabilità di carne e pesce a partire dall’origine. Questo rappresenta oggi la miglior garanzia per la sicurezza del consumatore”, dice in conferenza Pierluigi Montanari, “in futuro si potrebbe usare insieme lo standard EPCIS e la tecnologia blockchain per creare una catena che non solo trasferisce a standard i passaggi dei prodotti – dall’origine al punto vendita – ma li certifica anche come delle transazioni bancarie”. Probabile, soprattutto se teniamo conto del fatto che già adesso i codici di identificazione sono un po’ dovunque intorno a noi.

Da internet of things a internet of values

Anche la visione del Vice President di NTT DATA è altrettanto ottimista per ciò che riguarda il futuro, ma agli esperti seduti in sala chiede cautela. “La tecnologia blockchain non ha bisogno solo di investimenti e fiducia, ma serve prima di tutto un nuovo modo di pensare. Il settore finance ne è la dimostrazione perché si è partiti con troppa enfasi andando incontro a delusioni, mentre  oggi le sperimentazioni nel public sector, nelle insurances e nelle utilities sono molto più ponderate”, dice Mauro Giorgi. “Dalla frammentazione della situazione attuale dove ogni scambio di bitcoin è sregolato e si perde nella rete, il blockchain porterà un ordine e una consequenzialità da cui nascerà l’internet of values. La tecnologia Blockchain va adottata con chiarezza di obiettivi e benefici di business, e con consapevolezza delle sue caratteristiche: riteniamo che la proposta su standard EPCIS possa essere una valida in ambito Supply Chain“. Un wishful thinking che però a richiede, a monte, una profonda riflessione, partendo proprio dall’opportunità che ci garantisce un database tracciabile con transazioni validate senza un’autorizzazione centrale, il blockchain.

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