Privacy

Vendeva software VPN (per navigare in rete in modo anonimo). Arrestato in Cina

Con un Virtual Private Network VPN si può bypassare il Great Firewall, il muro di censura e sorveglianza alzato dalle autorità cinesi

Le autorità cinesi hanno arrestato un 26enne di nome Deng Jiewei di Dongguan nella provincia di Guangdong, per aver venduto software VPN su Internet attraverso il suo sito web. VPN sta per Virtual Private Network, ed è una tecnologia grazie alla quale si può navigare in rete in maniera anonima. Possiamo immaginare una VPN come un tunnel dove tutto ciò che passa al suo interno è criptato. Questa tecnologia dà la possibilità agli utenti di nascondere la propria identità e la propria posizione permettendogli di accedere a contenuti online solitamente resi inaccessibili dalla propria nazione.

VPN

Perché la Cina è contro le VPN

Da sempre la Cina ha il controllo di Internet sul proprio territorio, ci sono regole severe rispetto alla navigazione. La maggior parte dei siti noti agli occidentali come Google, Facebook, Twitter, Tumblr, Dropbox e altri sono censurati. Il “Golden Shield project” anche noto come “Great Firewall” è un progetto di censura e sorveglianza entrato definitivamente in funzione dal 2006. Utilizzando le VPN è appunto possibile bypassare il “Great Firewall” ed eludere la sorveglianza. Questo ovviamente non va a genio alle autorità Cinesi. Il governo Cinese ha bannato fino a marzo 2018 le VPN nel paese obbligando di fatto i fornitori di servizi VPN ad ottenere l’approvazione preventiva del governo per vendere i servizi.

Le accuse e l’arresto

Come riportato dal South China Morning Post Il 26enne vende VPN già dal 2015 ed è stato detenuto per la prima volta nell’agosto del 2016. Lui e il suo partner hanno guadagnato quasi 14.000 Yuan (1794.75 Euro ) per la vendita del software. E’ stato condannato a nove mesi di carcere con l’accusa di “fornire software e strumenti per l’invasione e il controllo illegale del sistema informatico” come dice la sentenza. Deng è stato effettivamente condannato a marzo di quest’anno, ma i documenti del tribunale online sono stati diffusi in un blog cinese, chiamato What is on Weibo, solo domenica.

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