Alex Corlazzoli

Feb 8, 2018

Al Politecnico di Milano arriva il corso di laurea in Cybersecurity

I dottori in cybersecurity saranno delle figure in grado di assicurare alle aziende la presenza di una persona capace di proteggere la Rete e in grado di prevenire attacchi

Tra qualche anno avremo i primi dottori della sicurezza della Rete. Dal 2019, infatti, il Politecnico di Milano avvierà una nuova laurea magistrale in cybersecurity. L’utilizzo di Internet nei processi di business delle aziende porta benefici evidenti, sia in termini di incremento di efficienza o di miglioramento delle prestazioni dei processi esistenti, sia in termini di nuove opportunità strategiche.

Un corso di laurea in cybersecurity

Tuttavia, la rilevanza strategica dell’Information Technology comporta nuovi e importanti rischi legati alla protezione dei dati aziendali, tanto da rendere centrale il concetto di information security. L’offerta dell’ateneo in questo settore si è arricchita già da qualche anno trattando temi in rapida evoluzione ma l’Università punta anch’essa ad una formazione 4.0 che sappia rispondere alle richieste del mercato mondiale.

Senza un’appropriata protezione, infatti, la rete aziendale è vulnerabile ad attacchi di hacker esterni o, a volte, anche di dipendenti stessi o di ospiti dell’azienda. Nasce quindi l’esigenza di inserire, all’interno dell’organizzazione, delle figure che si occupino della gestione di tutte le attività legate alla della sicurezza informatica. A ciò si aggiunge la sempre crescente importanza assunta dai “furti d’identità” ed anche, più semplicemente, dall’utilizzo illecito dei dati personali.

 

I dottori in cybersecurity saranno delle figure in grado di assicurare alle aziende la presenza di una persona capace di proteggere la Rete e in grado di prevenire attacchi. Un “nuovo” mestiere che si inserisce tra quelli che in questi anni hanno cambiato il volto alla formazione universitaria. Non è un caso che dal 2013 ad oggi proprio in ingegneria informatica vi sia stato un aumento degli iscritti. La sempre maggiore pervasività delle tecnologie digitali e la maggiore disponibilità di dati, ormai considerati una commodity, spingono verso l’alto la domanda di competenze delle imprese così come l’interesse dei giovani verso l’informatica.

Chi dovrà fare ancora qualche passo in più resta la filiera della scuola del primo e del secondo ciclo.