Lorenzo Gottardo

Lorenzo Gottardo

Apr 30, 2018

12345, michael e monkey: ecco le 50 password più comuni della rete

Facili da prevedere e da violare: l'Internet Health Report 2018 stima che rappresentino fino all'1,6% degli accessi mondiali. E attenzione anche alla password universale: "Se scoperta, ci rende completamente indifesi"

Se almeno una volta nella vita hai avuto la tentazione di utilizzare come password la sequenza numerica “123456”, puoi considerarti in buona compagnia. Secondo l’Internet Health Report 2018, infatti, è questa la chiave d’accesso più comune – ma anche meno sicura – che si trova in rete.

L’Internet Health Report 2018

Lo studio sulle abitudini degli internauti, coordinato dal team Mozilla, ha svelato alcuni particolari davvero interessanti.

 

Prendendo in analisi un campione di 10 milioni di accessi si è potuto, per esempio, stabilire che la maggior parte degli utenti opta per sequenze di lunghezza media (tra i 6 e gli 8 caratteri) e con un livello di impenetrabilità piuttosto debole. Anche le parole, i numeri, o i modelli di digitazione della tastiera usati sono facilmente prevedibili. “123456”, per l’appunto. Oppure “qwerty”, se si preferisce la riga successiva della tastiera.

 

Il risultato finale è una lista delle 50 password più comuni utilizzate su internet, che si stima rappresentino l’1,6% degli accessi mondiali. Un fatto che le rende però molto semplici da crackare.

La lista dell'Internet Health Report 2018 che raccoglie le 50 password più comuni

Saltano subito all’occhio scelte singolari come “monkey” e “superman”, fino al più volgare “f*ck*ou”. Per non parlare dell’autoreferenziale “password” che cita se stessa ma piace molto alle persone. Tanto da piazzarsi in seconda posizione. Molto comune è poi l’utilizzo del proprio nome di battesimo. E qui i più gettonati sono “michael”, “jennifer” e “andrew”. Anche quest’ultima opzione vivamente sconsigliata, dato che l’informazione cui fa riferimento può essere ottenuta con facilità da chiunque.

La password “universale”

Meglio scegliere una password un po’ più “studiata”, allora. A patto di non utilizzarla per tutti i nostri accessi. Sì, perché molti optano proprio per questa soluzione: inventarsi una chiave d’accesso molto difficile da individuare e poi far uso solo di quella. Così, se un malintenzionato riesce a penetrare il nostro profilo Facebook, ha poi accesso anche alla nostra mail.

 

La soluzione è una sola: usare un software dedicato, che genera password automatiche e sia poi capace anche di proteggerle. Altrimenti si può sempre ricorrere alla parola “password”, sperando che gli hacker non abbiano il nostro stesso senso dell’umorismo.

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