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Nov 5, 2018

L’etica delle AI: nuova sfida per il DiB

L'intelligenza artificiale continua veloce l'avanzata verso il progresso e l'attuazione in differenti ambiti, così come crescono le insidie ed i dubbi che questa tecnologia instaura nella società civile. Il Dipartimento della Difesa Americano ha chiesto un supporto al Defense Innovation Board per definire, in questo tema delicato, la giusta strada da percorrere verso un approccio etico.

Con l’avanzare dell’intelligenza artificiale, il Dipartimento della Difesa vuole assicurarsi di implementare la tecnologia in modo efficace ed etico. E lo chiede ad una sua speciale Task Force.

 

Le sfide più impegnative del Dipartimento riguardano tre aree principali: persone e cultura, tecnologia e capacità, pratiche e operazioni. Ma per approcciare da un differente punto di vista la questione della Innovazione, il Dipartimento della Difesa ha deciso di affidarsi al Defense Innovation Board, la cui missione è di fornire al Segretario della Difesa, al Vice Segretario della Difesa e ad altri alti dirigenti di tutto il Dipartimento, sfruttando le esperienze e le idee dei suoi membri, consulenza e raccomandazioni indipendenti su mezzi innovativi per affrontare i possibili problemi nel futuro dell’innovazione.

Cos’è il Defense Innovation Board

I membri del DIB sono leader illustri con una comprovata esperienza nel condurre grandi organizzazioni innovative o ricerche pionieristiche in aree tecniche rilevanti per il Dipartimento della Difesa, includono importanti leader aziendali, studiosi, imprenditori, inventori, scienziati e tecnologi scelti per la loro esperienza al di fuori del Dipartimento, e per questo in una posizione unica per proporre soluzioni creative alle sfide strutturali, tecnologiche e della forza lavoro che il Dipartimento della Difesa affronta e fornire ai guerriglieri e ai civili statunitensi le soluzioni necessarie per raggiungerei propri obiettivi.

 

I membri DIB credono nella raccolta diretta dei dati attraverso strutture militari, basi e comandi, sia all’interno che all’esterno degli Stati Uniti, per ascoltare gli attori principali delle operazioni che andranno a validare. Il DIB ha lo scopo di comprendere le loro sfide, imparare le modalità più idonee per superarle e offrire consigli su come raggiungere la loro missione.
Il DIB ha visitato più di cinquanta località negli Stati Uniti, è stato a bordo di navi e in accertamento in altri nove paesi, intervistando centinaia di membri del servizio, di ogni fascia di grado e autorità.

L’incontro di Ottobre e l’Intelligenza Artificiale in guerra

L’intelligenza artificiale in ambito militare è stata il tema centrale dell’incontro del 10 ottobre, che si è svolta in seduta trimestrale (qui le sedute pubbliche dei Meetings), durante la quale il comitato consultivo DIB ha discusso gli ultimi progressi nell’IA e si è mosso per formalizzare una valutazione di come i militari possono e dovrebbero usare la tecnologia.

 

Il lavoro è iniziato a luglio in seguito agli ordini del segretario alla Difesa James Mattis, che ha chiesto al Consiglio per l’innovazione della difesa di iniziare a lavorare su una serie di linee guida e raccomandazioni sull’etica per lo sviluppo e la corretta implementazione della tecnologia di utilizzo dell’intelligenza artificiale, che il Dipartimento potrà seguire e dispiegare per il Pentagono e sul campo di battaglia.
Nella recente riunione il Defense Innovation Board ha illustrato come aiuterà il Dipartimento nel realizzare i gli obiettivi prefissati. Ciò include l’assistenza nello sviluppo dei principi dell’IA per la difesa, evidenziandone l’evoluzione nel tempo, le sue opportunità e promesse future, così come le sue principali sfide e rischi, oltre alle implicazioni politiche e priorità di ricerca derivanti dai progressi della tecnologia.

La natura stessa dell’IA e delle tecnologie correlate porterà probabilmente a disaccordi, per questo lo scopo del gruppo di lavoro è creare un dialogo rispettoso e diretto che possa consentire una comprensione significativa su tutti i fronti, grazie ad una solida competizione di idee che dovrebbero generare nuove intuizioni.

 

Il consiglio ha già iniziato a lavorare con gli esperti di etica all’interno del Dipartimento della Difesa ed è in procinto di riunire le figure più rilevanti sul tema al fine di dare merito a voci che si estendano nella società e che abbiano qualcosa da dire sull’impatto dell’IA nella società.
Nei prossimi mesi il consiglio di amministrazione terrà una serie di incontri aperti in tutto il paese al fine di ottenere pareri e dubbi da tutte le parti interessate, in particolare i privati cittadini ,oltre a tavole rotonde con università, industrie e gruppi internazionali.
Secondo il rapporto il consiglio di amministrazione prevede di presentare una revisione finale alla valutazione di Mattis entro nove mesi.

 

Un approccio globale

L’etica delle AI è un argomento complesso e delicato che è discusso non solo negli Stati Uniti: in Europa la preoccupazione verso la possibilità che i progressi tecnologici nell’intelligenza artificiale rendano sempre più pratico progettare sistemi di armi capaci di operare senza alcun controllo umano, nel tentativo, di fatto, di disumanizzare l’uso della forza, ha portato il Parlamento Europeo ad approvato una risoluzione che chiede la messa a bando, a livello internazionale, dei cosiddetti “robot killer”.

 

Il testo della Risoluzione del Parlamento Europeo del 12 settembre 2018 sui sistemi d’arma autonomi (2018/2752(RSP)) è disponibile Online.

Si rende sempre più evidente la necessità per gli Stati membri delle Nazioni Unite di prendere una posizione su un tema tanto delicato quanto complesso. Molte le voci alzatesi dalla società civile e dal mondo della ricerca affinché si attui l’apertura di negoziati verso un Trattato che proibisca il sistemi di armi “intelligenti”.

 

Perchè forse, almeno nel decidere della vita degli altri, vogliamo restare umani.

 

 

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