immagine-preview

Dic 7, 2018

The Future of Privacy. Intervista a Menny Barzilay

Abbiamo raggiunto l'esperto al convegno The Future of Privacy dove gli abbiamo chiesto cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi anni.

Nell’economia dei dati digitali il rischio di un utilizzo dei dati di privati per finalità commerciali e di marketing è già una realtà, ma per i cittadini europei esistono le garanzie sulla privacy istituite dal regolamento Generale sulla protezione dei dati (GDPR), che ha contribuito ad una migliore tenuta sotto controllo delle modalità di trattamento dei dati nel rispetto dei diritti di privacy dei singoli. Tuttavia, il tema della Privacy dei singoli e la sua massima tutela per il futuro, non discendono solo dai soggetti pubblici e privati che nella digitalizzazione sono investiti di responsabilità specifiche, ma dipendono anche dall’uso pubblico che ogni singolo utente fa dei suoi dati attraverso le piattaforme.

 

Un peggioramento del quadro prospettico si ha considerando che non esistono solo rischi di manipolazione commerciale per gli utenti, ma anche manipolazioni su altri aspetti della vita: politici, sociali, psicologici, etici. Coloro che desiderano manipolare, hanno bisogno di molti dati privati. Quindi, le società di “private data mining” sono in costante crescitacon la conseguenza che altri aspetti privati delle nostre vite stanno diventando trasparenti. In particolare, ci si dovrebbe chiedere se i sistemi possano analizzare il comportamento di un singolo fino al punto in cui possano prevedere ogni mossa futura ovvero se i propri dati possano essere utilizzati per manipolare il proprio processo decisionale: Intervenendo sui pregiudizi psicologici, culturali, istintivi, è possibile essere sfruttati mediante algoritmi in grado di manipolare il modo in cui si pensa?

Lo abbiamo chiesto a Menny Barzilay, esperto di sicurezza informatica, divulgatore dell’innovazione, co-fondatore e CEO di FortyTwo Global, Cyber Security Professional Global Services (Israele) e partner e co-fondatore di FortyTwo R & D Labs (India).

 

L’intervista

È noto che i dati vengono manipolati, ma come fare per bilanciare la necessità di rispettare l’etica, proteggere la sicurezza e la privacy e promuovere gli interessi commerciali, ovvero, come definire correttamente una linea divisoria?

 

Il marketing è un tipo di manipolazione psicologica. Le aziende oggi stanno cercando di influenzarci per prendere decisioni che altrimenti non avremmo mai fatto, come ad esempio acquistare il loro prodotto o servizio. Per noi come società, questo è un livello accettabile di manipolazione per diverse ragioni: sappiamo che esiste, non è mirato specificamente a noi, non consideriamo “comprare cose” come cattivo comportamento e in ultimo, sentiamo che il nostro libero arbitrio è ancora più forte.

Ma oggi emergono nuove imprese impegnate in attività di manipolazione psicologica molto più sofisticate e pericolose. Queste aziende (come Cambridge analytica) stanno utilizzando la ricerca psicologica avanzata e un’enorme quantità di dati per le persone con micro target e influenzano il loro processo decisionale. Queste azioni sono passate molte volte inosservate dal soggetto manipolato e quindi potrebbero influenzarlo per prendere una decisione. Per me, questo non è accettabile.

 

Secondo lei, fino a che punto si dovrebbe agire per promuovere la protezione della privacy in linea o in aggiunta al GDPR?

Il GDPR è un ottimo primo passo. Costringe le aziende a migliorare molto la protezione dei dati delle persone e mira a definire che le persone siano i proprietari dei loro dati.
Ma questo non è ancora abbastanza. Ci sono molte domande etiche riguardo all’uso accettabile dei dati che non sono stati affrontate. Si pensi ad esempio alla situazione descritta da Forbes nel suo articolo sui target, dove sono analizzati enormi quantità di informazioni prevendendo una condizione fisiologica specifica, come la gravidanza in ragione dei consumi associati alla singola persona.

Queste sono domande complesse e dovremmo cercare di sviluppare linee guida per affrontarle. Inoltre, sebbene sia spesso più semplice definire i proprietari per i dati, è molto complesso definire chi è il proprietario delle informazioni sul singolo. Ad esempio, Facebook potrebbe scoprire che la tua ragazza sta per rompere con te analizzando i suoi dati, o scoprire che sei gay dal fatto che una delle persone con cui hai dormito ha condiviso queste informazioni su un messaggio privato con la sua / sua amica. In entrambi questi esempi, Facebook ha intuizioni personali e intime su di te, che non erano basate sui tuoi dati. È difficile per te rivendicare la proprietà su questi dati e richiedere alle aziende di eliminarli, dal momento che così facendo potrebbe offendere un altro utente.  Infine, esiste una questione di proprietà intellettuale è ancora aperta.

 

Future of Privacy

Menny Barzilay  è intervenuto su questi temi anche in occasione di “the future of privacy” una giornata di approfondimento specifica che ha voluto essere  l’occasione per lanciare “Data Driven Rome 2019 – Open Summit”. In quella occasione l’esperto ha voluto evidenziare la sua percezione secondo cui “in un futuro prossimo l’uomo sarà sempre più “programmabile. La manipolazione psicologica è già in atto. Lo abbiamo visto con l’interferenza russa nelle elezioni presidenziali americane, attraverso molti account falsi su Facebook che hanno distribuito fake news riuscendo a spostare l’elettorato da Clinton a Trump” .

 

La difesa

In questo quadro, la difesa passa dalla consapevolezza, ovvero è necessario rendersi conto che l’installazione di videocamere per sorvegliare la casa, porta al rischio di essere il sorvegliato e quindi l’esperto consiglia di non conservare niente online, ne’ mail e ne’ foto. Ma in questo modo non ci sarebbe un vero utilizzo dei benefici della digitalizzazione che per essere sfruttata in pieno deve poter consentire l’elaborazione digitale. Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di commercio di Roma, specifica che il digitale ha modificato non soltanto la nostra vita, ma anche la nostra economia e le imprese spesso sono in difficoltà perché’ guardano con timore ed aspettative alla rivoluzione digitale, ma e’ necessario che le istituzioni promuovano interventi in favore della conoscenza per affrontare problemi complessi come questo.

L’approccio del GDPR giudicato appropriato, da diversi esperti e che si spera possa essere introdotto anche in America, passa per una maggiore responsabilizzazione di tutti i soggetti interessati: il singolo per i propri dati e i soggetti deputati alla gestione digitale.  L’esperto Robert Endre Tarjan, vincitore del premio Turing, plaude al Gdpr che “rappresenta comunque un grande passo per proteggere la privacy. Gli utenti devono avere il controllo dei loro dati e capire le conseguenze di ciò che fanno. (fonte ANSA).

 

L’esperto

 Menny Barzilay è il CTO del Centro interdisciplinare di ricerca sul Cyber dell’Università di Tel Aviv e il presidente di Cympire, una startup di sicurezza informatica focalizzata sulle tecnologie per lo sviluppo delle capacità. È un ex CISO nei servizi di intelligence delle Forze di Difesa israeliane (Cap. Ris.) e ha lavorato presso il Gruppo Bank Hapoalim in varie posizioni, tra cui Capo del dipartimento IT Audit. E’consulente strategico per le principali aziende di tutto il mondo, nonché per Stati e governi ed è membro del comitato consultivo di diverse società di startup tra cui Cycruro (Automotive cyber security) e DDay Labs (Ai Cyber Security)

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter