Sorveglianza globale, nel mondo 75 Paesi usano già l'AI - Cyber Security
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Ultimo aggiornamento il 19 settembre 2019 alle 7:00

Sorveglianza globale, nel mondo 75 Paesi usano già l’AI

Un rapporto illustra lo stato dell'arte della tecnologia per il riconoscimento facciale e il controllo delle folle a mezzo intelligenza artificiale. Un business per Cina e USA in tutto il pianeta

Ormai si tratta di una tecnologia consolidata: intelligenza artificiale per la sorveglianza, usata per il riconoscimento facciale dei cittadini catturati da una delle telecamere ormai disseminate ovunque nelle città. Una tecnologia consolidata, dicevamo, che vede negli USA e nella Cina i campioni nel suo sviluppo e impiego: sia a livello domestico, sia soprattutto nella vendita di questi apparati all’estero. A guidare la spinta commerciale ci sono nomi noti del panorama IT: da IBM a Cisco, da Huawei a ZTE. E, al contrario di quanto si potrebbe pensare, i principali acquirenti non sono regimi liberticidi: l’Occidente libero (Italia compresa) apprezza molto questi apparati.

Il rapporto AIGS

I numeri messi assieme dal Carnegie Endowment for International Peace parlano chiaro: ci sono in tutto il pianeta non meno di 75 nazioni che hanno già adottato le tecnologie di intelligenza artificiale per il riconoscimento facciale, tutte ovviamente a scopo di sicurezza interna. Va da sé che in quei Paesi dove non vige una piena democrazia questo tipo di tecnologia possa venire piegata a scopi poco puliti, o addirittura illegali secondo i trattati internazionali, ma altrove sono solo un ausilio moderno a pratiche di sorveglianza consolidate o semplicemente vengono impiegate per scopi più nobili: come la costruzione dei servizi delle smart city.

 

Senz’altro i numeri più interessanti forniti nel rapporto AGIS (AI Global Surveillance index) sono relativi ai brand più impegnati in questo settore. Sorprendentemente è Huawei a guidare questa particolare classifica, in qualità di fornitrice per non meno di 50 stati, con seconda classificata NEC (Giappone) con 14 clienti, a cui seguono IBM (USA) con 11 nazioni, Palantir (USA) con 9 e Cisco (USA) con 6.

Senza dubbio il successo di Huawei, e di altre aziende cinesi come HiKvision o ZTE, è legato alla forte domanda interna che si registra in Cina: Pechino nutre un certo interesse per le smart city, in virtù dei grandi centri urbani che ospita sul proprio territorio con altissima densità di abitanti. Gestire in modo efficiente ed efficace queste megalopoli si può grazie alla tecnologia: a questo si unisce, ovviamente, la storica attenzione del Governo cinese per le abitudini e le attività dei propri cittadini. Le due cose assieme generano un risultato esponenziale.

La sorpresa dei paesi emergenti

Guardando la mappa prodotta dallo studio, salta subito all’occhio la diffusione dell’AI di sorveglianza in nazioni non esattamente all’avanguardia sotto il profilo tecnologico. La spiegazione fornita nel rapporto è molto semplice: la Cina sponsorizza l’acquisto di questa tecnologia con prestiti a lungo termine particolarmente vantaggiosi, così da invogliare anche Paesi meno ricchi (Laos, Uganda, Kenya, Mongolia: tanto per fare degli esempi) a installare questo tipo di tecnologie. Inoltre, come è ovvio, nazioni con una storia più turbolenta in fatto di libertà individuali sono più inclini a dare una chance alla sorveglianza intelligente.

 

Ovviamente ci sono altri fattori che sembrano associati con l’adozione di questa tecnologia: i Paesi che hanno tasche più profonde quando si parla di armi finiscono inevitabilmente per puntare anche sull’AI per la sorveglianza delle masse. Allo stesso modo i Paesi solo parzialmente (o per nulla) democratici sono anche quelli che tendono ad abusare di questi strumenti per fini che violano le libertà personali.

Sempre guardando la mappa, comunque, ci si accorge che quasi nessuno nella modernissima e liberale Europa si esime dall’adottare l’AI per scopi di sorveglianza. Non si tratta necessariamente di un dato negativo in assoluto, ma vale la pena sottolinearlo: affinché i cittadini del Vecchio Continente siano al corrente di questo fatto, potendo chiedere maggiore chiarezza sugli scopi di queste installazioni ai rispettivi Governi e su come vengano utilizzate.

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