Il telefonino di Jeff Bezos hackerato da Bin Salman - Cyber Security

Ultimo aggiornamento il 22 gennaio 2020 alle 11:37

Il telefonino di Jeff Bezos hackerato da Bin Salman

Accusato di essere il mandante dell'omicidio del giornalista Jamal Khashoggi del Washington Post, di cui il numero 1 di Amazon è l'editore, il principe saudita avrebbe anche spiato l'imprenditore statunitense

Si profila all’orizzonte una spy story in grado di far traballare i rapporti diplomatici tra Stati Uniti e Arabia Saudita, considerato che a Donald Trump in passato è bastato molto meno per arrivare ai ferri corti con altre nazioni (pensiamo ai dazi in Cina). Secondo quanto rivela oggi il Guardian, infatti, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman avrebbe spiato per buona parte del 2018 le mosse di Jeff Bezos, numero 1 di Amazon, nonché editore del Washington Post. E qui la storia si infittisce ulteriormente, perché ricorderete che l’erede al trono era stato accusato da un report dell’ONU di essere il mandante dietro l’uccisione del giornalista Jamal Ahmad Khashoggi che collaborava proprio col Washington Post.

© Twitter Jeff Bezos

Le accuse contro Bin Salman

Ma andiamo con ordine. Fonti di stampa riportano che lo smartphone di Bezos sarebbe finito sotto il controllo di Bin Salman dal primo maggio 2018, infettato attraverso un video esca inoltrato all’imprenditore statunitense via WhatsApp. L’aspetto su cui si dovrà fare luce riguarda il fatto che il messaggio col malware sarebbe partito dall’account personale del principe ereditario saudita. Possibile che sia stata lasciata una traccia così evidente all’interno di macchinazioni tanto complesse? Sarebbe invece certa l’infezione, portata a galla dalle indagini effettuate dagli esperti forensi digitali americani sullo smartphone di Bezos.

Qui la storia si complica ulteriormente. Siamo infatti cinque mesi prima dell’uccisione di Jamal Khasoggi, il giornalista, collaboratore del Washington Post (di proprietà di Bezos), che fu assassinato e fatto a pezzi all’interno del Consolato saudita a Istanbul. Lo scorso dicembre i giudici sauditi hanno condannato otto persone per l’omicidio e considerano chiusa la faccenda, ma la Comunità internazionale ritiene che si tratti dell’eliminazione di un giornalista scomodo e che l’ordine di farlo fuori sia partito proprio dal principe saudita.

© Mohammed bin Salman Twitter

Americani sotto controllo. Cosa farà Trump?

Quindi dietro l’hackeraggio del cellulare di Bezos ci sarebbe molto di più del semplice spionaggio a fini economici. Persino le informazioni arrivate al National Enquirer, esattamente un anno fa, sulla relazione exrra coniugale che Bezos intratteneva con l’ex conduttrice televisiva Lauren Sanchez e il famoso selfie del nudo integrale del magnate di Amazon, ipotizza ora la stampa, potrebbero essere legate al malware che arrivava dal palazzo reale di Bin Salman, con l’evidente intento di screditare lo statunitense o preparare il terreno a eventuali ricatti. Sullo sfondo resta l’ingombrante figura di Donald Trump che solo ieri a Davos rivendicava il Rinascimento finanziario che sta vivendo il Nord America sotto la sua guida. Solo l’ipotesi che uno Stato estero possa ricattare uno dei maggiori imprenditori statunitensi e influenzare l’andamento borsistico di una delle più importanti aziende a stelle e strisce è sufficiente a credere che l’inquilino della Casa Bianca preparerà a breve rumorose controffensive.

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