Ultimo aggiornamento il 5 Novembre 2020 alle 11:00
Sanità, sotto Covid-19 aumentano gli attacchi hacker a ospedali e big del pharma
La pandemia globale ha accelerato il passaggio ai servizi di teleassistenza e al lavoro a distanza. E gli hacker se ne approfittano
Un atteggiamento maramaldesco. Potremmo definire così l’hacker medio nel 2020 secondo quanto emerge dal report Healthcare Threat Landscape di Proofpoint, azienta attiva nel settore della sicurezza informatica e compliance. Perché, nell’anno del Coronavirus e dell’emergenza sanitaria, gli attacchi ai siti e alle infrastrutture informatiche di ospedali, case farmaceutiche e più in generale tutto ciò che ha a che fare con la sanità non sono affatto diminuiti. Anzi.
“Gli attacchi di oggi prendono di mira le persone, non solo la tecnologia. Sfruttano il “fattore umano” presente anche nella sanità moderna: la naturale curiosità dei lavoratori, i forti limiti di tempo e il desiderio di rendersi utili”, spiega Ryan Witt, Managing Director, Healthcare Industry Practicedi Proofpoint. “Allo stesso tempo, la pandemia globale ha accelerato il passaggio ai servizi di teleassistenza e al lavoro a distanza, tanto che mantenere le informazioni sicure e conformi non è mai stato così difficoltoso, e al tempo stesso critico”.
Spammer, hacker, cybercriminali, stati nazionali e altri malintenzionati – figure note collettivamente come Threat Actor (TA) hanno integrato temi legati al Covid-19 nelle loro campagne di phishing e social engineering.
I principali risultati:
Esempi di minacce cyber nel settore della sanità: